martedì 18 settembre 2012

Il consiglio participa all’undicisima sessione del consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

Il consiglio participa all’undicisima sessione del consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite


12/09/2012





La Sig.ra Saadani Maouelainine ha fatto una presentazione sui diritti dell'uomo nei campi di Tindouf



In margine della XXI sessione del Consiglio dei diritti umani, presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, il Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani ha partecipato Lunedì, 17 settembre, corrente, ad una tavola rotonda sul tema dei diritti umani nella zona del conflitto.



Onorevole Saadani Maouelainin in una sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra




Una nuova opportunità per informare sulla situazione drammatica che vivono i sahrawi trattenuti nei campi del fronte Polisario a Tindouf sul territorio algerino. Sig.ra Saadani Maouelainine rappresenta il Corcas a questa conferenza di dialogo interattivo ospitata dal 'Congresso del Mondo Musulmano' , con la partecipazione dell'''International OCAPROCE'' per il Marocco. In sua presentazione, la sig.ra Saadani deve dare una panoramica sulla situazione degradata dei diritti umani subiti dai sahrawi, che vengono sottoposti alla presa dell'esercito algerino e delle milizie armate del fronte Polisario.

Queste popolazioni sono completamente private, per più di 3 decenni dei loro diritti umani riconosciuti a livello internazionale, in particolare libertà di movimento, espressione ed Assemblea ed è una situazione preoccupante e pericolosa per l'Algeria, un paese ospitante, ha la responsabilità totale, come lei deve sopportare le conseguenze umane, sociali e di sicurezza per l'intera regione. Questa conferenza è un'occasione, anche, per rinnovare l'invito per la comunità internazionale, nel cuore del Consiglio ONU dei diritti dell'uomo, durante la sua corrente XXI sessione che ha avuto luogo dal 10 settembre al 28 ottobre 2012, per sollevare il blocco di cui sono soggetto gli abitanti dei Tindouf campi, per consentire il loro censimento, come ciò che avviene in tutti i paesi d'accoglienza dei rifugiati.



Un'azione di censimento che metterà fine a questa situazione d'eccezione algerino irricevibile e unica negli annali della storia dei rifugiati e l'alto commissariato per i rifugiati. Sig. ra Saadani deve richiamare nella sua dichiarazione, la prospettiva di un futuro migliore per i diritti umani che dovrebbe portare al raduno di sahraoui nella loro sola patria grazie al coraggioso ed ambizioso progetto che rappresenta l'autonomia allargata delle province del sud sotto la sovranità marocchina.



Oltre alla sig.ra Saadani Maouelainine, i partecipanti alla tavola rotonda sono: la principessa Micheline Makou Djouma Presidente dell'organizzazione OCAPROCE e la sua rappresentante alle Nazioni Unite a Ginevra, New York e Vienna,il professore Alferd Zyas, esperto indipendente per la promozione della democrazia e la giustizia alle Nazioni Unite, sig. Barrister Majid Tramboo ,rappresentante permanente dell'organizzazione''IHRAAM'',la sig.ra Farzana Ahmed, ministro degli affari sociali nel governo della regione di Jammu e Kashmir, in Pakistan, sig. Ishtiyaq Hameed, un membro del Congresso delle libertà del Kashmir 'APHC - tutte le parti Hurriyet conferenza' e sig. Altaf Hussain Wani, giurista e coordinatore internazionale presso KIIR in Kashmir.





Video sul ruolo politico delle donne saharawi nel Regno del Marocco






Video sul ruolo politico delle donne saharawi nel Regno del Marocco









Fonti:



Il portale politico del Sahara occidentale:

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martedì 11 settembre 2012

Una relazione preliminare parziale e squilibrata del centro Robert F. Kennedy

 Una relazione preliminare parziale e squilibrata del centro Robert F. Kennedy

09/09/2012





Il centro Kennedy evita di evocare le violazioni dei diritti umani nei campi di Tindouf ed accusa con cattiva fede il Marocco



Quando ha autorizzato una delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy per la giustizia ed i diritti dell'uomo’’, a visitare le province del sud, in occasione di un round d'esplorazione della situazione dei diritti dell'uomo che doveva condurre gli attivisti del centro anche nei campi del Polisario a Tindouf in Algeria, il Marocco sapeva che era una visita da parte di un'istituzione che ha una posizione parziale e che non dispone delle condizioni d'obiettività, d'onestà, di rigore e di serenità.



Ma, il Marocco ha accettato con coraggio di aprire la porta al centro RFK, come alle altre ONG internazionali che dichiarano ricercare una soluzione al conflitto artificiale sul Sahara, poiché non ha nulla da nascondere. Al contrario, il Marocco, è un paese capo nel dominio fin da riforme politiche, dei diritti, economici e sociali, come lo riconosce la Comunità internazionale.



La delegazione americana non ha ritardato a mostrare la sua posizione prestabilita e contradittoria con le condizioni d'imparzialità ed obiettività, affrettandosi di pubblicare, immediatamente dopo la fine della sua visita dal 24 al 31 agosto, una relazione squilibrata, che ha fatto il vicolo cieco sulle posizioni unioniste delle parti ed attori che la delegazione americana ha incontrato, per limitarsi ad osservazioni riempite di accuse non fondate, su presunte violazioni dei diritti dell'uomo, di ostacoli alle libertà e di rigore securitario.





La delegazione americana del centro Roert Kennedy a Laayoune



Ciò ha indotto il governo marocchino a rilevare, martedì scorso, la precipitazione che ha segnato questo censimento sulla situazione dei diritti dell'uomo nelle province del sud ed i campi di Tindouf.



Lo squilibrio ed i pregiudizi sono ovvi in questa relazione di 11 pagine, poiché basta constatare che 8 pagine e mezzo sono dedicati alla visita della regione del Sahara marocchino, con in prologo, due pagine che portano una presa di posizione definitiva sulla questione del Sahara, che prende fa e causa per le tesi separatista del Polisario, mentre i campi di Tindouf hanno diritto soltanto a due pagine e mezzo.



Tutte le accuse sono portate senza che i dati siano verificati e la relazione si limitasse a ‘’noi abbiano ricevuto la prova’’ e ‘’abbiamo ricevuto i dati’’.



Ed il più grave e che la relazione del centro RFK ha fondato su quest'affermazioni certezze definitive, mentre si tratta di una relazione preliminare.



Egli, ha anche indirizzato alle autorità marocchine, critiche, predicati e rivendicazioni che non sono conformi né al suo statuto che si rivendica dei diritti dell'uomo, né alla sua missione esplorativa.



In opposizione con quest'ostilità ovvia contro il Marocco, la relazione ha limitato le sue osservazioni sulla visita della delegazione ai campi di Tindouf, in meno di 3 pagine, a manifestare la sua ammirazione entusiasta per il livello d'organizzazione della vita degli abitanti dei campi, alla libertà di circolazione di cui ha beneficiato la delegazione del centro, che si limita per la sofferenza degli abitanti trattenuti in questi campi da oltre 30 anni, ad evocare le condizioni difficile della vita, al calore, alla disoccupazione dei laureati, all'analfabetismo della donna ed alla necessità di più d’aiuto umanitario.



In materia dei diritti dell'uomo, la relazione ignora completamente l'esistenza d'oppositore al Polisario nell'ambito dei campi, dei dissidenti, di migliaia di persone che hanno fugito i campi per tornare in Marocco, per evocare soltanto danni che datano dell'epoca della guerra e che preoccuperebbe i Sahraoui, come pure della situazione di separazione di cui soffrono le famiglie, tra quelli che si trovano nei campi e quelli che si trovano nella regione del Sahara.



Ed il più sorprendente di ciò che è definito relazione preliminare, è che la delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy’’, è ritornata con la certezza che i campi di Tindouf si facciano sbocciare nel pieno vantaggio dei diritti dell'uomo, non rilevando un solo caso di danno a questi diritti!



Sarebbe di un'ingenuità estrema di prendere per denaro che conta le conclusioni di questa relazione che garantisce che gli abitanti dei campi di Tindouf beneficiano di una vita organizzata e stabile a quali occorre appena aumentare gli aiuti umanitari che garantiscono il loro mantenimento sotto il gioco dell'Algeria ed il Polisario, sostenendo che questi abitanti aspirano soltanto a trovare una soluzione per le presunte violazioni scorse e presenti, dei diritti dell'uomo in Marocco!



Nello stesso modo, sarebbe assurdo attendere la pubblicazione di una relazione qualunque giusta ed imparziale, da parte di questo centro che ha già pubblicato in passato una relazione anti-marocchina e che è conosciuto per il suo sostegno cieco al separatismo del fronte Polisario che sfrutta le sofferenze degli abitanti dei campi di Tindouf per garantire la sua sopravvivenza illegittima, nonostante la presenza di un'alternativa democratica e coraggiosa per uscire dalla situazione né di pace, né guerra, in questo caso l'autonomia allargata che garantisce il Marocco sotto la sua sovranità.








Fonti:

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venerdì 20 luglio 2012

I campi di Tindouf: Una delle zone principale d'assunzione del kamikaz (giornale italiano)

I campi di Tindouf, in Algeria, sono una delle zone principali d'assunzione di bambini e di adolescenti destinati a fare la guerra e commettere attentati suicidi, ha scritto mercoledì il quotidiano italiano ‘’Il Folglio’’.



Questi bambini, aggiunge, sono abbandonati ‘’ad un destino senza futuro fatto di povertà e di violenza criminale’’. Si tratta ‘’di una realtà drammatica legata in particolare ai traffici di stupefacenti, degli armi e di esseri umani, che sta rovesciando la regione del Sahel tutta intera’’, solleva ‘’Il Foglio’’ sotto la piuma di Pio Pompa, uno specialista delle questioni di difesa.


Gli accampamenti di Tinduf sono un ambito importante del reclutamento di soldati, di bambini ed attentatori suicidi, disse il giornale italiano Il Foglio

‘’Basta pensare ‘’a Ansar Eddine’’ ( ) e ‘’al Mujao’’’ (movimento per Unicità e Jihad in Africa dell'ovest) di cui la parte principale delle forze di lavoro proviene dai campi sahraoui del Polisario’’ per spiegarsi la capacità d'assunzione e di penetrazione nel tessuto economico e sociale dei gruppi islamisti nella zona del nord del Mali, osserva la stessa fonte.

Il giornale cita anche in questo stesso quadro Al-Qaïda nel Magreb islamico (Aqmi) ‘’che può contare su un gruppo di jihadista che copre tutta la regione del Nordafrica’’, ritenendo che si tratta di un puzzle terroristico che tende ad allargare ed a consolidare ogni giorno un po'più la sua influenza.

L'articolo di Pio Pompa ha trovato eco in particolare sul sito del ministero italiano della difesa.

 

Bambini sahraoui sono stati impegnati nel sistema di Muammar El Ghaddafi

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martedì 17 luglio 2012

La regionalizzazione potrebbe regolare la questione del Sahara (membro del consiglio dell'Europa)

La regionalizzazione raccomandata dal Marocco potrebbe finalmente offrire il quadro in un regolamento della ’’spinosa’’ questione del Sahara, ha affermato un membro italiano del consiglio dell’Europa, di ritorno di una missione nel regno.


‘’Per le popolazioni di questa zona, un regime d'autonomia speciale si annuncia da un po'di tempo’’già, ha sottolineato Luciano Caveri, che ha partecipato a questa missione insieme ad altri membri del congresso dei poteri locali e regionali del consiglio dell’Europa.
Caveri consulente della regione autonoma della valle d’Aosta (nord-ovest) e le cui opinioni sono state riportate dall'agenzia italiana Ansa, ha segnalato che ‘’ le molte riunioni istituzionali'' che la delegazione del consiglio d’Europa ha avuto in Marocco ‘’miravano a informarsi sul grado d'avanzamento del processo di regionalizzazione che dovrà sostituirsi a quello poco operativo attualmente nelle sedici regioni’’.


Il regno di Marocco con il progetto della frammentazione regionale




Questo processo entra nell'ambito dell'applicazione della nuova costituzione adottata nel luglio scorso, ha ricordato.

Durante la sua visita al Marocco, la delegazione del consiglio d’Europa aveva incontrato in particolare il presidente della camera dei rappresentanti, Karim Ghellab. Aveva tenuto anche una riunione di lavoro con i membri della Commissione dell'interno, delle comunità locali e della politica della città alla camera dei rappresentanti e della Commissione dell'interno, delle regioni e delle comunità locali della camera dei consulenti.


Il presidente del Corcas in un colloquio con ricercatori italiani




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martedì 26 giugno 2012

L'esperto delle Nazioni Unite accoglie l'esperienza del Corcas riguardo alla condivisione e la diffusione del patrimonio culturale hassani

Il relatore speciale ed esperto indipendente delle Nazioni Unite nel campo dei diritti culturali, Sigra.Farida Shaheed, ha elogiato l'esperienza del Corcas, nella promozione dei diritti culturali, nella sua relazione il venerdì 22 giugno 2012, prima della ventesima sessione del Consiglio dei diritti umani, a Ginevra.


Riguardo alla Condivisione e la diffusione delle informazioni culturali e messa in rete dei dati sul patrimonio culturale: "l'esperto indipendente è stata impressionata dal lavoro svolto dal Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani"

In questo quadro il Corcas "ha creato un sito Web sulle tradizioni e la vita culturale saharawi, in otto lingue" ricorda la relazione della sig.ra Shaheed,deplorando che l'amazigh non fa parte delle lingue utilizzate in questo sito.


La tenda, simbolo della cultura Hassani

L'esperto ed il relatore delle Nazioni Unite,che ha fatto, all'incontro del venerdi, una relazione su sua visita in due paesi: il Marocco e l'Austria ha detto che ora, sarà un resoconto della situazione dei diritti culturali, una volta all'anno.

Ed a riguardo a sua visita in Marocco, ha ricordato nell'accoglienza, la realizzazione fatta dal Marocco nel riconoscimento della diversità culturale, anche attraverso l'adozione di una nuova costituzione che istituzionalizza le diverse componenti di questa diversità ed i vari progetti e iniziative che sono stati adottati per realizzare questa svolta.

La cultura Hassani è parte integrante dell'identità marocchina

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giovedì 5 aprile 2012

Il CS dell'ONU terrà consultazioni sulla questione del Sahara il 17 aprile




Il CS dell'ONU terrà consultazioni sulla questione del Sahara il 17 aprile


04/04/2012





Il Consiglio di sicurezza dell'ONU terrà consultazioni a porta-chiusa sulla questione del Sahara il 17 aprile prossimo, secondo il programma di lavoro dell'Organo esecutivo per il mese in corso reso pubblico martedì.



Il CS dell'ONU dedicherà la sua riunione del 17 aprile all'esame della relazione sul Sahara che dovrà sottoporrgli prossimamente il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, si è indicato, d'altra parte, presso l'ufficio del portavoce dell'ONU.





Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon presiede una riunione del consiglio di sicurezza



I quindici prevedono in seguito di riunirsi il 24 aprile in previsione dell'adozione di una risoluzione prorogando il mandato del MINURSO, legge sull'ordine del giorno del consiglio di sicurezza dell'ONU la cui presidenza per il mese in corso è assicurata dagli Stati Uniti.





Si ricorda che il mandato del MINURSO arriverà a scadenza fine aprile.





Discorso di Lincoln Diaz-Balart, membro del congresso americano, sul Sahara Occidentale





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lunedì 13 febbraio 2012

Il mantenimento del conflitto sul Sahara alimenta le attività dell'AQMI nella regione (relazione internazionale)




Il mantenimento del conflitto sul Sahara alimenta le attività dell'AQMI nella regione (relazione internazionale)



07/02/2012










Una relazione pubblicata giovedì, a Washington, ha segnalato che il conflitto del Sahara apre la porta per l'allargamento delle attività di Al Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), nella regione del Magreb e del Sahel, evocando le ultime operazioni dell'AQMI, in questo caso il rapimento dei tre umanitari europei, al cuore anche dei campi del Polisario a Tindouf.


La relazione intitolata " il terrorismo in Africa del nord e l'Africa dell'ovest: dall'11 settembre in primavera araba" , afferma che i campi di Tindouf, sotto il controllo del Polisario sono diventati " una muffa propizia all'assunzione con le reti terroristico, del contrabbando e con le organizzazioni criminali" , cosa che rende la loro chiusura, secondo questa relazione, " diventare prioritara".


A tale riguardo, le relazioni dei servizi di informazioni e la serie di eliminazioni, avevano confermato, l'anno scorso, l'esistenza di legami stretti tra l'AQMI e le organizzazioni criminali dell'America latina, nel quadro del traffico di droga verso l'Europa via la regione del Sahel, con la complicità di membri del fronte Polisario.


L'autore di questa relazione, che non è diversa che, Yonah Alexander, direttore del centro internazionale degli studi sul terrorismo, che dipende dall'istituto Potomac, ha insistito sul fatto che le minacce dell'AQMI, devono incitare la Comunità internazionale " a mettere alla testa della sua priorità il trasferimento degli abitanti dei campi conformemente ai protocolli e convenzioni internazionali specifici".


In occasione di un viaggio precedente a Dakhla, il sig. Alexander aveva constatato di visu, che le persone che fuggono i campi di Tindouf, disponevano d'opportunità e beneficiavano dello sviluppo che conoscono le province del sud. Ha segnalato a questo proposito che si tratta di uno " diritto umano incambiabile".


Ricordiamo che questa relazione è stata presentata in occasione di una conferenza che ha avuto luogo al club della stampa nazionale a Washington, sotto il titolo " Cooperazione internazionale per lottare contro il terrorismo". Si è chiamato in questa occasione, nel regolamento definitivo della questione del Sahara, che costituisce " un ostacolo per la sicurezza nella regione ed alla messa in atto di una vera cooperazione economica nella regione del Magreb e del Sahel".






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martedì 15 marzo 2011


L'autonomia costituisce una forma del diritto all'autodeterminazione (conferenza)



15/03/2011






I partecipanti ad una conferenza organizzata, lunedì a Ginevra, nel quadro della 1ã sessione del Consiglio dei diritti dell'Uomo (CDH) dell'ONU, ha sottolineato che l'autonomia costituisce una forma del diritto all'autodeterminazione ed offerta una soluzione adatta alla vertenza regionale sul Sahara marocchino.






Il Sig. Miguel Angel Puyol Garcia, presidente del centro di Studi ispano-marocchini, dopo essersi attardato sul sistema d'autonomia in vigore in Spagna, ha affittato i vantaggi di questo sistema, che fa osservare che l'autonomia al Sahara è più applicabile di tanto più che il Marocco non ha cessato di intraprendere riforme democratiche.






Egli, ha allo stesso modo, insistito sugli ostacoli, in particolare d'ordine demografico, che ha reso irrealizzabile l'organizzazione di un referendum d'autodeterminazione al Sahara.






L'intervenendo, si è inoltre, consegnato ad un raffronto della situazione dei diritti dell'Uomo nelle province del sud e nei campi di Tindouf che ha visitato.






A Laayoune, grazie al clima democratico che vi regna, io ho potuto realizzare servizi televisivi, cosa che io non ho potuto fare nei campi di Tindouf, che somigliano ad una prigione, ha detto.






Il Sig. Garcia ha anche denunciato la deviazione degli aiuti umanitari destinati alle popolazioni dei campi di Tindouf e che finiscono, ha detto, in Mauritania.






Questa conferenza, organizzata al palazzo delle nazioni, ha anche conosciuto la partecipazione del sig. Lahcen Haddad, universitario e militante dei diritti dell'Uomo, che ha sostenuto che l'autonomia avanzata è un mezzo innovatore e giusto; arrivare ad un'autodeterminazione.






I due concetti non sono paradossali, al contrario, in un modo d'accumulo di piccoli stati in fallimento, è un mezzo per risolvere i conflitti tramite la democrazia e la buona gestione nel quadro dell'integrità territoriale delle nazioni ha sostenuto.






Ha spiegato che l'autonomia avanzata proposta dal Marocco per regolare il conflitto del Sahara, soddisfa le necessità delle due parti poichè risulta in una situazione di vincitore/vincitore, ha un ruolo mobilizzatore e federativo e permette alle popolazioni di autogouvernarsi in un modo democratico.






Il progetto marocchino, ha proseguito, favorisce anche una risoluzione rapida del problema delle popolazioni trattenute nei campi di Tindouf fra cui i diritti all'identità, all'espressione politica ed al movimento, in quanto uomini, donne, giovani e bambini sono ridicolizzati ogni giorno e dagli anni 70.






Il Sig. Haddad ha aggiunto che la proposta marocchina d'autonomia permette inoltre di risolvere il dramma umanitario sopportato dalle popolazioni sahraoui, in particolare la separazione delle famiglie ed il sequestro nei campi di Tindouf.






Grazie all'attuazione di questa proposta, ha detto, queste famiglie possono riunirsi e l'insieme dei Sahraoui vive nella pace e decidere del loro futuro.






A anche partecipato a questa riunione, moderata da Sidati Mohamed El Galloui, vecchio rappresentante del Polisario a Roma, la signora Hajbouha Zoubeir, membro dell'Unione dell'azione femminile (UAF), che ha sottolineato che l'autonomia proposta dal Marocco offre una soluzione appena del conflitto del Sahara, che garantisce alle popolazioni interessate i diritti sociali, economici e culturali.






Ha evocato il dramma umano delle popolazioni nei campi di Tindouf, che deplora la lacerazione familiare e che denuncia la privazione di queste popolazioni dei loro diritti elementari.






Ha citato il caso del sig. Mostapha Salma Ould Sidi Mouloud imprigionato quindi espulso di questi campi dai dirigenti del Polisario per la semplice ragione che ha optato per l'autonomia e deciso di difenderla.






La Sig.ra Zoubeir ha anche chiamato all'apertura di questi campi dinanzi alle organizzazioni internazionali per informarsi della situazione dei diritti dell'uomo, e procedere al censimento di queste popolazioni.






Il Sig. Hamdi Cherifi, presidente dell'ONG " Al Intimae per lo sviluppo dei diritti dell'uomo e la coabitazione " da Laayoune, da parte sua, ha messo in evidenza la pertinenza dell'iniziativa d'autonomia, come soluzione democratica della questione del Sahara.






Ha in particolare sviluppato gli aspetti riguardanti il rispetto dei diritti dell'uomo contenuto nel progetto d'autonomia presentata dal Marocco, segnalando che il testo ha creato meccanismi che garantiscono il rispetto e l'esercizio dei diritti.






La parola fu in seguito data a Moulay Ahmed Mgizlate, membro del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS), che ha segnalato che la proposta d'autonomia è basata su una riconciliazione che è una scelta ragionata e cosciente nell'interesse superiore del popolo marocchino.






Questa proposta, ha detto, viene anche di suonare il rintocco di un'illusione che è il separatismo, che i dirigenti del Polisario caressé per oltre trent'anni.






Ha successivamente evocato le esperienze in materia di giustizia di transizione, in particolare al Marocco, in Sudafrica, in Perù ed in Argentina.






Questa conferenza è stata organizzata dall'Internazionale centro democratico e l'Unione dell'Azione femminile.










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lunedì 19 ottobre 2009

Ambasciatore del Marocco in Spagna: coloro che sostengono il Polisario lo inseriscono in una situazione di rigidità









Ambasciatore del Marocco in Spagna: coloro che sostengono il Polisario lo inseriscono in una situazione di rigidità 19/10/2009


Quelli in Spagna che sostengono il Polisario lo stanno inserirendo in una situazione di rigidità che impedisce ogni progresso verso un regolamento della questione del Sahara, ha sottolineato l'ambasciatore del Marocco a Madrid, il sig. Omar Azziman.

" Invito francamente coloro che sostengono i Sahraoui a riflettere un po'per sapere se vogliono realmente aiutarli, oggi attraverso la proposta di un'ampia autonomia al Sahara fatta dal Marocco, o inserirli in una situazione di rigidità" impedendo ogni progresso verso un regolamento della questione, ha detto in un'intervista pubblicata nel sito di informazione andaluso " Informacion" , all'occasione della tenuta a Cordova (Sud) 25esimo del congresso dei giornalisti del distretto (15 18 ottobre).

Evocando le relazioni maroco-spagnole, il sig. Azziman ha sottolineato che " nel momento in cui una cooperazione di grande portata è in corso di costruzione, è essenziale fare attenzione a qualsiasi argomento tale da la fragilizzare" , come l'immigrazione, ricorrente ad operare per superare i problemi che possono manifestarsi.

Il diplomatico marocchino ha, d'altra parte, qualificato di " molto utile" la tenuta di riunioni tra i giornalisti spagnoli e marocchini, che esprimono il desiderio di vedere emergere di altre tribune simili, che sanno che si tratta del migliore quadro per una migliore conoscenza della realtà di ciascuno dei due paesi.

Una sessantina di giornalisti marocchini e spagnoli sono riuniti da venerdì a Cordova per 25esimo il congresso dei giornalisti del distretto, iniziato sotto il tema " la cooperazione tra la Spagna ed il Marocco: prospettive del futuro".











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lunedì 22 giugno 2009

Il martire Mohamed Bassir,una riunione sul percorso di un patriota marocchino della regione del Sahara








Il martire Mohamed Bassir,una riunione sul percorso di un patriota marocchino della regione del Sahara
18/06/2009



E al ritrovamenti che commuovono che ha dato luogo, mercoledì la riunione di due giorni iniziata sotto l'alto patronato di SM Re Mohammed VI, alla zaouia Darkaouiya di cheikh Sidi Brahim Bassir (provincia d'Azilal) in commemorazione del sollevamento delle popolazioni marocchine sahraoui contro le forze d'occupazione spagnole (17 giugno 1970) e nel quale il martire Mohamed Bassir, indigeno della zaouia e l'uno dei suoi seguaci entusiasti, ha svolto un ruolo chiave.




Per rendere omaggio alla memoria di questo militante nazionalistico fuori paio, i considerevoli, chioukh e seguaci della zaouia Darkaouiya, venuti dalle varie regioni del regno, in particolare delle province del sud, si sono dati appuntamento,

- dopo la loro prima riunione del tipo l'anno scorso a Laayoune

-, che dà così la misura dei legami indefettibili che tengono ai legami familiari ma anche alla fedeltà agli insegnamenti soufista della zaouia Darkaouiya di Sidi Brahim Bassir.

A causa della sua tuta al focolare anche dell'insegnamento spiritoso dove si è innaffiata Mohamed Bassir, nato nel 1942 (alla zaouiya di sidi Brahim), questa riunione riveste un valore molto simbolico, in questo che dà l'illustrazione perfetta dell'insegnamento soufi nella consacrazione dei valori identitari della nazione marocchina, ispirati del libro santo e della sounna del suo profeta, e forgiati nel combattimento condotto in simbiosi tra il popolo ed il trono per la preservazione dell'identità e dell'unità nazionali.

L'avanzamento spiritoso e militante di Mohamed Bassir mette così in luce il ruolo della zaouia Darkaouiya come vera scuola di spiritualité e di patriottismo.

C'è che i vari partecipanti hanno decorticato attraverso la vita esemplare del martire Mohamed Bassir, istruito da suo padre cheikh Sidi Brahim, nella via della rettitudine e del rinuncio a sé, prima del che egli non cordone la causa nazionale, dopo studi primari brillanti alla zona Takaddoum a Rabat, quindi all'università Ben Youssef a Marrakech, che finisce in seguito studi accademici in oriente arabo (Egitto, Siria, Libano).

Avendo a cuore di sottrarre al giogo coloniale spagnolo i suoi concittadini e coreligionnaires delle province sahariane, dopo il suo ritorno in Marocco nel 1966, ha fatto dell'azione militante sul territorio anche del Sahara, la sua causa prima, che ravviva la fiamma nazionalistica nei cuori, cosa che doveva indicare la via al sollevamento storico di Zamla (17 giugno 1970).

Questo sollevamento doveva prendere fine nel bagno di sangue perpetrato dal colonizzatore spagnolo.

Temuto con un'elite di militanti marocchini sahraoui ed imprigionato a Laayoune, Mohamed Bassir non doveva dare più firma vita, dall'agosto 1970, essendo ipotesi più plausibile la sua liquidazione fredda su ordine delle autorità coloniali.

Le prove di accademici, ma anche di parenti e cugini del martire, all'occasione della riunione di Azilal iniziata dalla tarika Darkaouiya in collaborazione con la facoltà di lettere dell'università sultano Moulay Slimane di Beni Mellal, ha permesso di gettare più luce sull'epopea eroica di questo grande patriote, che demistifica allo stesso tempo le allegazioni menzoniere e la denaturazione éhontée dei fatti storici di che tengono del séparatisme.

Nella loro ricerca inutile di legittimità storica, quest'ultimi, tentano così di presentare un'immagine di Mohamed Bassir agli antipode della realtà, facendone un seguace del separatismo e della sédition, hanno sottolineato i partecipanti.

La prova del sig. Mustapha El Ktiri, alto commissario i vecchi ai resistenti e vecchi membri dell'esercito di liberazione, è stato, a questo proposito, più gli eloquenti, illustrando il percorso militante di Mohamed Bassir.

È confermato da quello di Sidati Ould Guelaoui, vecchio quadro dello " polisario" chi ne si è riferito ad archivi stessi della colonizzazione spagnola per smontare le pretese dei separatisti, ed attestare delle motivazioni del sollevamento di Zamla, che rispondeva ad uno slancio di forte mobilizzazione per la riunificazione della patria, ed il completamento dell'integrità territoriale del regno.

Il Sig. Abdelhadi Bassir, cugino del martire Mohamed Bassir, gli ha anche portato una prova pugnante sull'enracinement delle sensazioni patriottiche nella famiglia Bassir, ad epoche precedenti anche alla fondazione della zaouia Darkaouiya di Sidi Brahim da parte del padre di quest'ultimo nel 1920, sottolineando che l'insegnamento soufi dispensato da questo focolare di sapere, nella via del corano santo e della sounna, non può fare nascere cantori della sedizione e della fitna.

Al contrario, la zaouia, ha detto, ha costantemente dato l'esempio con la sua azione in materia di conciliazione, e di propagazione dei valori di solidarietà, di mutua assistenza e di confraternità tra le componenti della oumma. Organizzata nel comune rurale benedetto di Ayyat, la riunione dovrebbe continuare giovedì con comunicazioni sul tema " Sidi mohamed Bassir: il figlio dell'Atlante, il soufi moujahid ed il sahraoui unificatore".

Sedute di dikr, di panegirici del profeta Sidna Mohammed e di psalmodie del corano santo punteggieranno questa riunione a dimensioni accademica e spiritosa, in margine della quale si tiene un'esposizione di fotografie sulla zaouia Darkaouiya.


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giovedì 18 dicembre 2008

L'Algeria è responsabile degli atti e decisioni del polisario (Mustapha Bouh) Rabat









L'Algeria è responsabile degli atti e decisioni del polisario (Mustapha Bouh) Rabat
17/11/2008


Il sig. Mustapha Bouh, nominato recentemente ambasciatore del Marocco in Angola, ha dichiarato che " la responsabilità dell'Algeria è interamente impegnata per gli atti e decisioni politici del polisario, del fatto che ripara quest'entità marionetta sul suo territorio e gli porta il suo sostegno".




Il Sig. Bouh, che era l'ospite dell'emissione " Moubachir mâa" , diffusa sabato sera, dalla catena Al Jazeera diretta e dedicata al tema " il Marocco e la proposta d'autonomia al Sahara" , ha aggiunto che " quindi il polisario n' è affatto principale della decisione di trovare una soluzione alla questione del Sahara".

" Se ostacoli continuano ad essere elaborati dinanzi alla soluzione politica della cartella del Sahara, il Marocco non ipotechera il suo sviluppo e la sua organizzazione amministrativa ad un consenso qualunque di parti che rifiutano di arrivare ad una soluzione" , ha proseguito.

Il Sig. Bouh inoltre ha ricordato che le Nazioni Unite ed i membri influenti in seno al Consiglio di sicurezza hanno favorevolmente accolto la proposta marocchina d'autonomia nelle province del sud.

La proposta del Marocco non è fortuita.

È stata presentata dopo che l'ONU aveva annunciato l'impossibilità di tenere un referendum nelle province del sud del regno, ha notato.

Per quanto riguarda la questione dei diritti dell'Uomo, ha affermato che il Marocco è il solo paese arabo a avere trattato quest'argomento con coraggio, in particolare attraverso la creazione dell'Istanza equità e riconciliazione (1).

Il Marocco, paese dove i diritti dell'Uomo è rispettato, può sentirsi fidarsi di ciò che difensori di diritti dell'Uomo originari delle province del sud esprime liberamente le loro opinioni all'estero, senza che nessun danno sia portato alla loro sicurezza o alla loro integrità.

Il Sig. Bouh ha anche evocato le gravi violazioni dei diritti di l' Uomo perpetrate nei campi di Tindouf, in cui egli non ha né libertà d'opinione, né preme, né giustizia né processo giusto" , e dove l'ordine è disciplinato da una struttura politica che sorveglia fatti e gesti della gente in una zona ermeticamente chiusa.

D'altra parte, il sig. Bouh ha ricordato che la maggioranza dei vecchi " dirigenti storici" del polisario hanno riacquistato la loro madre patria di cui degli ex dirigenti militari, dei ministri e dei membri preteso dell'ufficio politico del polisario.


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lunedì 3 novembre 2008

Laayoune: dichiarazione comune per il consolidamento della cooperazione tra le isole Canarie e le province del sud Laayoune













Laayoune: dichiarazione comune per il consolidamento della cooperazione tra le isole Canarie e le province del sud Laayoune 02/11/08-

la visita di una delegazione di Fuerteventura (isole Canarie) nella regione di Laâyoune-Boujdour-Sakia-El Hamra è stato coronato dalla firma, sabato, do una " dichiarazione commune" riguardando principalmente " il consolidamento dei legami di amicizia e di cooperazione tra il polo delle isole Canarie e le province del sud".

Questa dichiarazione, firmata dal sig. Hassanna Maalainine, direttore del centro regionale do investimento di Laayoune, e la signora Candilaria Imbierrez Ramos, membro del consiglio provinciale di Fuerteventura, riguarda anche la coniugazione degli sforzi " per aiutare alla riapertura linee marittime tra le due regioni e contribuire al rafforzamento ed allo sviluppo degli investimenti e degli scambi commerciali tra i due regioni".

Questa dichiarazione prevede così " lo sviluppo e la moltiplicazione delle riunioni e delle visite tra gli operatori socioeconomici delle due regioni per consolidare e perpetuare i legami di cooperazione e di amicizia tra i due poli vicini".

Arrivati mercoledì scorso a Laayoune, i membri della delegazione spagnola, composta di eletti, di investitori, di uomini d'affari e di rappresentanti di stabilimenti pubblici a Fuerteventura, aveva tenuto una serie di riunioni con eletti, responsabili ed attori locali.

Nel corso di queste interviste, i membri della delegazione spagnola si sono informati delle potenzialità e delle opportunità di investimento che offerta la regione e si è fornita informazioni sugli sforzi di sviluppo intrapreso per consolidare il processo di sviluppo locale.

In occasione del loro soggiorno nella regione di Laayoune-Boujdour-Sakia-El Hamra, quest'attori socioeconomici di Fuerteventura hanno visitato molti progetti e cantieri di sviluppo, come pure delle località turistiche nella regione.


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mercoledì 29 ottobre 2008

Molti paesi africani difendono l'autonomia del Sahara presso la quarta commissione dell'ONU











Molti paesi africani difendono l'autonomia del Sahara presso la quarta commissione dell'ONU
13/10/2008


Gli interventi delle delegazioni in occasione dei lavori della quarta commissione, proseguiti venerdì scorso a New York, hanno principalmente riguardato la questione del Sahara.



Ci sono molti paesi africani che hanno incoraggiato fortemente l'iniziativa marocchina d'autonomia nella regione come una base essenziale ai negoziati per porre fine a questo conflitto che ha troppo durato.

Questi dibattiti sono stati l'occasione tanto per il rappresentante della delegazione marocchina che quelli dei paesi africani di contrastare le orchestrazioni ingannevoli dei tifosi del Polisario nell'ambito della quarta commissione in nome del gruppo africano.

Congo: L'Iniziativa d'autonomia messa in evidenza dal suo rappresentante permanente presso l'ONU L'ambasciatore che rappresenta lavoratore fisso della repubblica democratica del Congo (RDC) presso l'ONU, M.Atoki Ileka, ha messo in motto esplicativo, venerdì dinanzi alla quarta commissione dell'Assemblea generale, l'Iniziativa marocchina di accordare un'autonomia alla regione del Sahara.

" La repubblica democratica del Congo osserva con interesse la dinamica creata dall'iniziativa del regno del Marocco per il negoziato di uno statuto d'autonomia per la regione del Sahara" , ha indicato l'ambasciatore congolese.

Anche, ha affermato che il suo paese" si rallegra per gli sforzi seri e credibili acconsentiti dal Marocco per raggiungere un regolamento reciprocamente accettabile".

Il diplomatico, inoltre, ha precisato che" la RDC non ha di tregua di esortare le parti e gli stati della regione a continuare a cooperare interamente con le Nazioni Unite per progredire verso una soluzione politica".

Sollevando " il ruolo central" del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha sottolineato che " la repubblica democratica del Congo sosterrà ancora una volta ogni raccomandazione consensuale ed imparziale dell'Assemblea generale dell'ONU" chi sostiene le ultime risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in particolare il 1813, che insiste sulla necessità di preservare i negoziati in corso sul Sahara di" ogni interferenza suscettibile dei compromettere".

Burkina-Faso: L'Iniziativa marocchina constitue" una buona base di negoziati" L'ambasciatore che rappresenta lavoratore fisso del Burkina-Faso presso le Nazioni Unite, il sig. Michel Kafando, ha segnalato che l'Iniziativa marocchina di accordare un'autonomia alSahara constitiusce" una buona base di negoziati".

" Notiamo in particolare, la proposta fatta nell'aprile 2007 dal regno del Marocco, che, nei confronti del suo pragmatismo, costituisce una buona base di negoziati" , ha affermato il diplomatico di Burkina Fasso.

Ha aggiunto che questa proposta è" proprio di aiutare le parti ad accordarsi sull'essenziale, in vista di una soluzione politica negoziata, duratura e reciprocamente accettabile".

" Insieme con l'appello lanciato dal Consiglio di sicurezza nel quadro della sua risoluzione 1813 (2008) per un regolamento impressiona di realismo, questa proposta offerta delle prospettive incoraggiantila sotto-regioni, dev

e risolutamente accompagnare le parti su questa via d'uscita della crisi".

L'ambasciatore, infine, ha reso omaggio al" Sig. Peter Van Walsum per gli sforzi che ha spiegato nel corso della sua missione tanto in che Inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite, come pure per le raccomandazioni pertinenti che ha fatto nella sua ultima relazione al Consiglio di sicurezza".

Le Comore salutano gli sforzi del Marocco per il regolamento della questione del Sahara

Le Comore hanno salutato, vendredi les efforts credibili et seri del Marocco per il regolamento della questione del Sahara.

" L'Unione delle Comore si rallegra per gli sforzi intrapresi dal regno del Marocco, definiti, varie volte, " serietà e credibli" da parte del Consiglio di sicurezza, per trovare una soluzione politica negoziata alla vertenza sul Sahara" , ha dichiarato il rappresentante di questo paese all'ONU, il sig. Said Mohamed Oussain.

Ha aggiunto che il suo paese" sostiene anche l'adozione delle tre risoluzioni del Consiglio di sicurezza 1754,1783 e 1813, che chiama le parti ad impegnarsi in negoziati intensi e sostanziali dando prova di realismo e di spirito di compresso".

Il diplomatico, inoltre, ha espresso il sostegno dell'Unione delle Comore a" l'impegno assunto dal segretario generale ed il suo inviato personale per garantire l'attuazione di queste risoluzioni ed il successo dei negoziati in attesa di raggiungere una soluzione politica giusta, duratura ed accettabile con da tutti le parti".

" Al Sahara come altrove, la forza delle armi e l'intransigenza deve fare posto alla forza della convinzione ed ai valori di negoziati" , ha perorato il rappresentante delle Comore poiché l'Africa, ha detto, ha ormai bisogno di stabilità, di pace e di sicurezza per concentrare i suoi sforzi sul combattimento per lo sviluppo ed il progresso.

Il Gabon: l'Iniziativa d'autonomia, una proposta " audaca e realistica" Il Gabon ha salutato l'Iniziativa d'autonomia proposta dal Marocco per regolare la questione del Sahara, qualificandola come proposizione" non soltanto coraggiosa ed audaca ma soprattutto realistica".

" Questa proposta, che sollecita una forma d'esercizio dell'autodeterminazione al centro anche dello Stato, ci sembra non soltanto coraggioso ed audace ma soprattutto réaliste" , ha dichiarato l'ambasciatore che rappresenta lavoratore fisso del Gabon presso l'ONU, il sig. Emmanuel Issoze-Ngondet, ricordando che quest'iniziativa a" estate qualificata dal Consiglio di sicurezza di seria e credibile per andare da e verso un regolamento del conflitto".

Come molto altri paesi, hanno detto, " il Gabon può soltanto la soutenir" poiché è all'origine degli " sviluppi apprezzabili" registrati sulla via di una soluzione definitiva della questione del Sahara.

E di aggiungere che il suo paese" rimane convinto che per uscire dal vicolo cieco attuale e progredire verso una soluzione politica reciprocamente accettabile, una cooperazione piena e sincera di tutte le parti, certamente con il sostegno della Comunità internazionale, è più che mai indispensabile".

Ricordando che il negoziato è l'unica via per risolvere la questione del Sahara, il diplomatico gabonese ha insistito sulla necessità di " evitare le soluzioni che dividono.

E l'ONU deve intensificare lo sforzo perché quest'approccio prevale su qualsiasi altri".

E di concludere con un appello" a tutte le parti per che fanno dei loro particolarismi fattori di ravvicinamento per la pace e lo sviluppo della regione del Maghreb" , segnalando che l'Africa ed il Magreb " non potranno che tirare il più grande beneficio" Molte delegazioni si dissociano di una presunta dichiarazione fatta in nome del gruppo africano sul Sahara

I rappresentanti di molti paesi africani hanno tenuto, venerdì, a dissociarsi di una dichiarazione erronea sul Sahara fatta la vigilia dinanzi alla quarta Commissione dell'ONU, in nome del gruppo africano, per l'ambasciatore del Kenia che ha, riconosciuto il suo errore.

" Sahara occidentale rimane l'ultimo territorio non autonomo sul continente benché l'Assemblea generale dell'ONU ha costantemente riconosciuto il diritto del popolo sahariano all'autodeterminazione ed all'independenza" , aveva dichiarato, in seguito alle informazioni ricevute, in nome di questo gruppo, il rappresentante permanente del Kenia presso l'ONU, Zachary Muburi-Muita.

La delegazione marocchina, che aveva immediatamente espresso la sua stupefazione che deve tali opinioni, ha chiamato all'ordine l'ambasciatore zambiano che ha tentato, il giorno dopo, di firmare questa posizione nel suo intervento anche dinanzi alla quarta commissione.

L'ambasciatore, rappresentante permanente del Marocco all'ONU, il sig. El Mostafa Sahel, ha così richiesto un punto d'ordine per ricordare che il suo omologo kenyano a " presentato delle scuse per il suo errore perché il suo testo non è mai discusso nell'ambito del gruppo, di cui il regno fa parte, e che una dichiarazione comune non appariva neppure all'ordine del giorno di questo gruppo".

Il Sig. Sahel ha anche insistito affinché la Commissione non consideri " il messaggio consegnato la vigilia come che impegna il gruppo africano".

Dopo questa messa a punto, il presidente della Commissione, l'ambasciatore d'Argentina, il sig. Jorge Martin Arturo Argello, ha ridato la parola all'ambasciatore zambiano per proseguire il suo intervento, che gli chiede di " tenere conto del punto d'ordine dell'ambasciatore del Marocco".

Dalle loro parti, numero di ambasciatori africani, in particolare del Gabon, della Guinea equatoriale e del Burkina-Faso, non hanno mancato di esprimere il loro disaccordo totale con le opinioni del rappresentante kenyano.

Hanno così sottolineato, in occasione dei loro interventi, che si dissociano di questa dichiarazione poiché non che riflette affatto una posizione qualunque comune del gruppo africano all'ONU.


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lunedì 1 settembre 2008

una tappa importante nel completamento dell'unità territoriale


Il recupero di Oued Eddahab: una tappa importante nel completamento dell'unità territoriale
13/08/2008



Il datato 14 agosto 1979 resterà mai ad incisa come una tappa memorabile nel processo di completamento dell'integrità territoriale del regno.



In questo giorno, i Marocchini hanno vissuto, con orgoglio e grande soddisfazione, il ritorno alla madre-patria della provincia di Oued Eddahab.



Da allora, il popolo marocchino commemora quest'evento storico che ha segnato una svolta decisiva nella lotta nazionale per il recinto definitivo della cartella dell'occupazione e la consacrazione dell'indipendenza.



C'è infatti il 14 agosto 1979 che gli abitanti di questa provincia, tramite i loro oulémas, considerevoli e dei rappresentanti delle varie tribù, si sono mossi a Rabat per rinnovare a fuoco SM Hassan II il loro giuramento d' fedeltà, che si ricollega così al loro storia e che ribadisce il loro attaccamento indefettibile al trono glorioso Alaouita.



Dopo questo slancio di fedeltà, rammaricato il sovrano ha effettuato, il 4 marzo 1980, una visita a Dakhla, capitale di Oued Eddahab, dove le popolazioni hanno potuto rinnovare direttamente la loro fedeltà al sovrano, che ribadiscono così la loro sensazione d'appartenenza nazionale e la loro grande volontà di mantenere l'unità del regno, di Tanger a Lagouira.



Questa visita, di un grande significato storico e politico, ha messo fine alle allegazioni e lotti deformati dai nemici del Marocco, che non avevano cessato, dal recupero delle province del Sud nel 1975, grazie al Marche Verte glorioso, di moltiplicare i loro tentativi che mirano a minacciare l'integrità territoriale del regno.



Quasi 30 anni dopo il suo recupero, la provincia di Oued Eddahab è diventata un modello di sviluppo economico e sociale.

I progetti socioeconomici che non cessano di nascere in questa giovane provincia, hanno permesso a questa regione di conoscere un'attività intensa di sviluppo economico.



La celebrazione dell'anniversario del ritorno della provincia Oued Eddahab alla madre patria riveste un significato profondo per il popolo marocchino intero, perchè segna la fine della presenza coloniale nelle province sahariane e costituisce un'altra epopea che si aggiunge al Marche Verte glorioso.




La commemorazione di quest'anniversario felice è un'occasione di ricordarsi ai valori nazionali che sono alla base delle epopee del Marocco e di ravvivare la sensazione di cittadinanza e di mobilizzazione per preservare la sua unità ed andare nel processo di costruzione e di sviluppo nei vari settori.













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lunedì 2 giugno 2008

Adozione di tre convenzioni per lo sviluppo nella regione Bir Gandouz









Il consiglio della regione di Oued Edahab-Lagouira, riunito venerdì in sessione ordinaria a Bir Gandouz (300 km al sud di Dakhla), ha approvato tre convenzioni di partenariato nei settori che riguardano lo sviluppo, l'economia sociale e le colonie di vacanze.


La prima convenzione riguarda il consolidamento delle infrastrutture e la realizzazione dello sviluppo socioeconomico nella provincia attraverso l'attuazione di molti progetti che riguardano il livellamento della città di Dakhla, la costruzione di un mercato all'ingrosso, la riparazione della piscina comunale, la costruzione di una piscina coperta, la creazione e l'attrezzatura di un osservatorio di musica e la sistemazione del parco pubblico nella zona Ar-Rahma.


Questi progetti riguardano anche il completamento del complesso sportivo, la sistemazione della fase comunale della città, la costruzione di una strada che conduce allo " " Tal Abiad" " nel comune rurale El Argoub e di un'altro legante Oum Labouir ed il sud di Dakhla, la costruzione di un complesso d'artigianato e l'attrezzatura di una biblioteca a Dakhla.


Di un costo complessivo di 121,500 milioni DH, questi progetti saranno realizzati nel quadro di un partenariato tra i vari partecipanti e con un contributo del consiglio regionale dell'ordine di 22,500 milioni DH.


La convenzione fissa i metodi di partenariato per l'elaborazione di un piano di sviluppo socioeconomico nella regione di Oued Edahabà Lagouira e ciò, nel quadro dell'Iniziativa nazionale per lo sviluppo umano.


Questo progetto, fra cui il costo complessivo ammonta ad uno milione di dirhammi ed al quale il consiglio della regione contribuisce con 350 mille Dh, cerca di sviluppare le attività generarici di redditi nella regione attraverso la realizzazione di una banca di dati di quest'attività, la diagnosi delle risorse umane, delle potenzialità naturali ed economiche di cui abbonda la regione, della determinata popolazione e delle parti incaricate dell'esecuzione del piano.


La terza convenzione riguarda in particolare il finanziamento della colonia di vacanze a profitto dei giovani della regione di Oued Edahab Lagouira, l'organizzazione di sessioni di formazione per i monitor, lo stabilimento ed esecuzione dei programmi d'attività, l'attrezzatura delle colonie e l'alloggio dei giovani.


Il costo di quest'operazione, alla quale si associano molti partner, ammonta a 1,200 milione DH, di cui 150 mille DH come contributo del consiglio della regione.
Presieduta dal sig. Mami Boussif, il presidente del Consiglio, questa sessione si è svolto in presenza del wali della regione di Oued Ed-Dahab-Lagouira e governatore della provincia di Oued Edahab, Mohammed Saleh Tamek, e del governatore della provincia di Ousserd, m. Al-Hassan Abou Laouane.


Il Consiglio ha così chiamato al rafforzamento dello sviluppo nella provincia di Ousserd ed alla lotta contro gli effetti della siccità nella regione di Oued Eddahab Lagouira.


Per quanto riguarda Ousserd, queste richieste riguardano l'accelerazione della realizzazione delle infrastrutture di base, in particolare quelle relative alla fornitura d'acqua potabile, l'attuazione dei programmi del Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani (CORCAS) nei settori dell'abitazione e della salute, il livellamento della zona " " Al Gargarate" " , la costruzione di un marciapiede nella regione El Mhirez, il rafforzamento delle operazioni di sminamenti e la dinamizzazione del Programma nazionale di strade rurali (PNRR II), come pure l'organizzazione di un giorno di studio sul livellamento della provincia.


Per quanto riguarda la lotta contro la siccità ilConsiglio ha chiamato all'attuazione di un programma d'urgenza per la protezione del bestiame e l'elaborazione di una strategia di sviluppo agricolo nella regione.